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Serro PDF Stampa E-mail
Il paesino si snoda sulla cresta di un colle lungo la via Candelora, dalla quale si dipartono, a destra e a sinistra, le sue stradine strette e tortuose, sulle quali si affacciano balconi fioriti e minuscoli giardinetti verdi, profumati e ben curati.
“Piano Chiesa” da il benvenuto al visitatore che si inerpica per la strada da Villafranca. In particolari condizioni atmosferiche è possibile scorgere un versante dell'Etna.


La Piazza, "Aria Cola", probabilmente "aria" voleva significare aia, luogo tipico della cultura contadina, dove le donne, sfruttando la naturale ventilazione del luogo, erano solite "spagghiari" i legumi per separare i semi dalle foglie e dai residui secchi; "zu Cola" era il nome del probabile proprietario del luogo. Dalla Piazza si scorge l'ampio arco dei Monti Peloritani, la Torre di Pizzo Chiarino, Forte Campone, San Martino di Spadafora, Rometta, Capo Milazzo, Capo Calava e le bellissime isole Eolie. Una stele in marmo ricorda i caduti delle due guerre mondiali.
Allontanandosi dalla Piazza si va verso la contrada San Maccati dove, si narra, attorno al 1500 viveva "Zu Riole", un vecchio saggio e veggente, tenuto in gran considerazione dai suoi compaesani che si rivolgevano a lui per avere indicazioni sulle semine, sulle coltivazioni d'annata alle quali sarebbe stato conveniente dedicarsi. Egli viveva in una capanna costruita con rami di ginestra, lontano dal paese, con la sua saggezza contadina e con la stima e l'affetto dei serrentini.


Ed ancora più distante, nei pressi di una stradina giace una grossa pietra, forse una vecchia macina che abili scalpellini hanno lavorato utilizzando una pietra chiamata "giuliana"; dal vecchio nome della contrada in cui risiede. Essa è da sempre meta obbligata di tante passeggiate .
Nei vicoletti è possibile osservare qualche palmento ancora funzionante dei 15 attivi nel paese, quando la viticoltura era molto attiva, e un frantoio dei tre funzionanti un tempo.
Un pozzo, ormai in disuso, fa bella mostra in un angolo antico.
Un'edicola in pietra, al primo piano di una vecchia abitazione, ricorda ancora la devozione di chi vi abitava.

Un'altra piazzetta del paese è dedicata alla maestra Giovanna Berlenda che, proveniente dalla provincia di Palermo, si era stabilita a Serro, per svolgere la sua attività di insegnante. Amata e stimata da tutte le famiglie, divenne madrina di battesimo di molti bambini o, comunque, madrina di "fazzoletto" o di "cuffietta"; scrisse le lettere di quelle madri, che avevano i figli lontani e ne lesse le risposte, partecipando con emozione alle loro vicende, anche le più personali ed intime. Condivise con gli abitanti di Serro ogni problema, affrontando con coraggio le conseguenze e pagando di persona, durante il periodo fascista per la questione dell'acqua pubblica.


Il panorama che si ammira dalla piazza della chiesa è mozzafiato: il cielo e il mare si confondono in un unico abbraccio; il sole, al tramonto, dipinge l'orizzonte di mille fantastici colori. Gli abitanti, più numerosi in estate, sembrano un'unica grande famiglia, organizzata nella scansione degli eventi e delle tradizioni che animano la vita ricreativo-culturale della piccola comunità: iniziative di carattere Sportivo come il Premio Dinnammare, spettacoli teatrali, feste religiose e popolari: tutto nel rispetto e nella valorizzazione di ciò che è stato e che va tramandato con diligenza ai giovani perché conoscano ed amino le loro radici culturali. Diversi i paesaggi naturali presenti nella zona mete di escursioni podistiche; tra questi meritano attenzione i calanchi di gesso.