| Storia e Geografia |
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Villafranca Tirrena, cittadina di antica costituzione, risulta l’insieme di diverse componenti paesistiche Villafranca Tirrena, Divieto, Calvaruso, Serro, Castello, e Saponara fino alla prima metà del secolo scorso. Di queste la prima ingloba i successivi paesi, oggi frazioni. Diverse ma tutte importanti le storie delle varie frazioni, tra le quali quella di più antica conoscenza è relativa a Divieto che, anticamente chiamata Dimeto, rivestiva il ruolo di porto per le imbarcazioni romane che da qui portavano alla Roma imperiale il foraggio del granaio dell’impero: la Sicilia. Anticamente chiamata Briosa (in epoca normanna) e poi Bauso, Villafranca Tirrena è una piccola cittadina della provincia di Messina che si affaccia sul Mar Tirreno, la prima che si incontra viaggiando dal capoluogo in direzione Palermo. Le notizie documentate risalgono al 1271 quando Re Carlo d’Angiò assegnò a Pierre Gruyer il feudo Bàusus, precedentemente appartenuto a Enrico de Dissinto. In epoca aragonese, il feudo Bauso insieme al vicino Calvaruso appartennero a varie famiglie nobili (Manna, Gioeni, Giovanni da Taranto) fino ad arrivare nel 1399 al tesoriere del Regno Nicolò Castagna, alla morte del quale i feudi andarono in dote alla nipote Pina e per via femminile passarono prima ai Bonifacio e poi ai Ventimiglia, La Grua, Pollicino, Merulla e Spadafora. Nel 1548, la baronia di Bauso, fu acquistata da Giovanni Nicola Cottone. Questo è il periodo di maggior lustro per l’antica Bauso. Nel 1590 Stefano Cottone vi fece ricostruire il Castello, che ancora oggi domina il centro della cittadina. Nel 1591, l’imperatore Filippo II elevò il feudo di Bauso a contea e nel 1623 Filippo IV di Spagna investì Giuseppe Cottone del titolo di “Principe di Castelnuovo” (altro nome del contado di Bauso). Nel Settecento, l’Abate e storico Vito Amico cita nei suoi scritti Bauso, descrivendolo come territorio coltivato a frutteti e gelsi. Da altri documenti sappiamo che il paese, col suo fondaco situato nell’attuale Piazza Dante, all’epoca Piazza del Fondaco, attivo già nel sec. XVI, era punto di sosta lungo la strada Palermo-Messina. Nel 1819, la terra di Bauso e il castello con l’annesso titolo di Principe di Castelnuovo, furono venduti da Carlo Cottone Cedronio a Domenico Marcello Pettini, ex giudice della Gran Corte Civile di Palermo, il quale l’acquisto per 9.000 onze. Villafranca Tirrena diventò comune autonomo nel 1825 mantenendo la denominazione Bauso fino al 1929, quando cambiò nome nell’attuale Villafranca Tirrena, associando i due paesi di Calvaruso e Saponara (quest’ultimo divenuto autonomo nel 1952). Per gran parte del secolo scorso Villafranca Tirrena fu uno dei centri industriali più importanti della provincia di Messina, nel quale operavano grandi imprese come Italcementi (subito dopo il terremoto di Messina del 1908) e Pirelli, per non parlare poi di piccole e medie imprese (calzifici, maglifici, costruzioni edili e plastica). Gradatamente però, per motivi di mercato, la grande industria si spostò da Villafranca Tirrena (l’ultimo impianto funzionante, lo stabilimento Pirelli, chiuse i battenti nel 1992), comportando un necessario cambiamento di rotta nell’economia locale, sviluppatasi di recente più nel settore commerciale e turistico, anche se le aree industriali non sono state abbandonate, ma anzi rilanciate attraverso strumenti di programmazione negoziata che hanno consentito l’insediamento di nuove aziende.
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